Blog di Roberto Chinchero


La Formula 1 e il suo pubblico (social).


I social-media oggi permettono un contatto diretto con gli appassionati del mondo del Motorsport. È un'occasione di confronto nel complesso positiva, perché permette di avere la percezione di come viene percepito un mondo ampio, complesso, affascinante e sempre molto popolare come quello della Formula 1. All'indomani del Gran Premio di Gran Bretagna sono emersi alcuni argomenti di discussione, tutti motivati, come l'ennesima partenza in regime di safety-car e la penalità inflitta a Nico Rosberg a causa di un team-radio giudicato non regolamentare. Non è in queste righe che voglio aggiungere un commento su due temi complessi, che giustamente hanno attirato molte critiche a chi siede nella stanza dei bottoni della Formula 1.


L'aspetto che voglio sottolineare è un'altro. Mi stupisce che la quasi unanimità dei commenti seguiti al Gran Premio di Gran Bretagna sia stata indirizzata solo su questi due fronti, opinioni forti e numerose, arrivate da chi si professa appassionato di Motorsport. Il Gran Premio di Silverstone, al di là di situazioni che non sono piaciute, ha offerto per fortuna anche altro, con due perle su tutto: il weekend di Lewis Hamilton e l'incredibile gara di Max Verstappen, due gemme di grande caratura.


Ma proprio coloro che rimpiangono una Formula 1 con i piloti al centro della scena, sembrano ormai indifferenti davanti a queste imprese. Ed infatti il mondo social ha proposto un disinteresse quasi totale sia per un pilota che a diciotto anni sta facendo imprese pazzesche, che per un campione all'apice della sua carriera che sfoggia una classe cristallina. Mi ritengo fortunato ad avere ancora quel fuoco sacro che mi faceva saltare sulla sedia davanti alle imprese dei miei beniamini degli anni ottanta, perché domenica quando Verstappen su asfalto umido ha passato Rosberg alle Becketts, sulla sedia ci sono saltato ancora.


La Formula 1 è cambiata, come tutto il mondo intorno a noi, e diversi cambiamenti sono andati in direzioni che non approvo. Ma anche una fetta di appassionati è cambiata. Mi spiace vedere che ormai molti “fans” prendono la parola sui social esclusivamente per lanciare critiche, senza abbinarci anche apprezzamenti per chi sul campo un appaluso lo ha meritato. La critica ci sta, lo ripeto ancora, ma ci starebbe anche, quando è il caso (e domenica il caso lo era), riconoscere il talento di chi riesce nonostante tutto a fare ancora la differenza. Non trovo giusto sparare nel mucchio perchè ho profondo rispetto per quello che i piloti riescono ancora a fare in pista.


Per fortuna che qualche "ragazzo" anche oggi, nel 2016, osserva con occhi appassionati quanto avviene in pista, con una freschezza invidiabile e senza pregiudizi legati. Terminata la gara di Silverstone due di questi "ragazzi" hanno come prima cosa  commentato le gesta di Verstappen. “Ma avete visto? E' una gioia osservarlo guidare", ha detto Jackie Stewart. “Incredibile - ha fatto eco Niki Lauda - Max ha mostrato una guida incredibile sia sul bagnato che sull'asciutto: è un fuoriclasse".


La Formula 1 sarebbe anche questo, insieme ai suoi problemi e alle sue criticità, ma sembra interessare sempre meno. Va benissimo attaccare, ma quella parte di pubblico che si limita alle crociate nostalgiche senza apprezzare ciò per un appassionato di Motorsport dovrebbe essere nettare, qualche dubbio me lo lascia. Forse non è cambiata solo la Formula 1, ma anche lo spirito di una generazione “anta” che sulla sedia, a prescindere da tutto, non ci salta più.